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News proveniente da sosfanta

30 Giugno 2019 12:00

PERCHÉ L’INTER È COSTRETTA ALLE PLUSVALENZE: SARÀ OBBLIGATA ANCHE NELL’ESTATE 2020

Perché l’Inter nonostante sia uscita dal Settlement Agreement deve ancora fare plusvalenze? Se lo chiedono tanti tifosi nerazzurri, lo ha spiegato oggi La Gazzetta: “La pratica delle plusvalenze nerazzurre va avanti da anni. Allora si era ancora in regime di settlement agreement, ma esserne usciti, lo scorso maggio, non cancella la necessità della corsa alle plusvalenze. I criteri del Fair Play finanziario, quelli che si applicano a tutti club (non solo agli osservati speciali), prevedono che, tenendo conto degli ultimi tre bilanci, le spese non possano superare i ricavi di più di 30 milioni. Insomma, i conti degli ultimi 3 anni possono tollerare un -30 di passivo. Motivo per cui risentiremo parlare di plusvalenze anche il prossimo giugno. Però la quota potrebbe essere più bassa, visto che il fatturato del club è in crescita (dai 281 milioni del 2018 ai 360 circa con cui si chiuderà il 2019) e considerato che per i conti Uefa andrà in «archivio» la stagione 2015-16, la prima di Suning che fece segnare un passivo di 140 milioni sul mercato (poche cessioni e 70 milioni spesi per Joao Mario e Gabigol). Il rigore negli investimenti resta, ma la situazione da cui partiranno i conti nel 2020 potrebbe essere più positiva. Poi certo, molto dipenderà dal bilancio di questa sessione estiva: i soldi per gli investimenti ritenuti fondamentali da Conte sono già stati stanziati, ma servirà rientrare di una parte con le cessioni”.