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News proveniente da sosfanta

4 Luglio 2019 16:30

PETRACHI: “BARELLA HA SCELTO L’INTER! ZANIOLO SI È SMARRITO, CHI DISCUTE HIGUAIN È PAZZO. DZEKO…”

Gianluca Petrachi si presenta. Il nuovo ds della Roma ha parlato nella sua prima conferenza stampa, non mancano i titoli: parole importanti su Zaniolo, Dzeko, Barella e Higuain.

DZEKO E SCHICK – “Innanzitutto deve passare il messaggio che nessuno si sveglia la mattina, si mette d’accordo con un’altra società e poi ci ricatta. Qualora un giocatore non abbia più voglia di stare alla Roma, si deve presentare con una squadra che lo vuole, che offra il giusto, e poi può andare. A me non piace essere preso per la gola, non mi interessa se un giocatore ha l’accordo con un’altra società. Non è casa sua, lui deve aiutarla a crescere, ma non è sua. È la società che decide e la Roma non si farà strozzare da nessuno. Faremo le migliori scelte. Le prime soluzioni hanno un senso logico e calcistico. L’uscita di Manolas è figlia del fatto che lui voleva andare via. Ho parlato col suo agente e mi ha detto di voler andar via. Io gli ho detto che se avesse voluto andar via, c’era bisogno del pagamento della clausola. Altrimenti sarebbe rimasto qui. Il Napoli ha fatto una proposta importante, nella contropartita abbiamo preso Diawara, che rappresenta quel tipo di profilo di prima. Ieri mi ha chiamato e mi ha detto di essere disposto a non fare nemmeno un giorno di vacanza per venire qui ad allenarsi. Io voglio questa voglia e questo entusiasmo e la voglio in tutti i giocatori che sono qui”.

HIGUAIN – “Io credo che chi discuta Higuain è un pazzo. Lui potrebbe far comodo alla Roma, qualora Dzeko andasse via, ma le motivazioni contano moltissimo. Se mai si potesse aprire qualcosa con la Juve, in primis è Higuain che deve crederci. Sto cercando di portare giocatori con motivazioni, non sarà certo il campione a farmi mettere il salame sugli occhi. Per ritrovare il vero Higuain non c’è soluzione migliore della Roma. Qui potrebbe seguire le orme di Batistuta, qui ha lasciato un segno indelebile nella Roma. Sono cose di mercato che dovranno essere valutate più avanti. Oggi penso che Dzeko è un calciatore della Roma, che si renderà conto in ritiro che l’aria è cambiata, che il nuovo DS, il nuovo AD ed il nuovo allenatore vogliono lavorare in un certo modo. Se vuole andar via l’Inter deve pagare bene il giocatore e devo avere i soldi in tasca, altrimenti non lo faccio”.

BARELLA – “Non sono stato abituato a lavorare con il budget. Certamente quando ho parlato con Pallotta mi disse che dovevamo fare la squadra ed investire possibilmente con i giovani di prospettiva, che abbiano voglia. I giovani vanno comunque aspettati, ma oggi ho dato 2-3 nomi e non mi è stato detto di no. Anzi, mi è stato detto che se sono convinto devo portare avanti la trattativa. È mia abitudine confrontarmi con l’allenatore, non portare giocatori non funzionali al gioco. Deve esserci condivisione di ideologia e di campo. Ora siamo qui in conferenza, ma sto comunque provando a chiudere un giocatore oggi stesso, non so se ci riuscirò ma ci sto lavorando. Barella? Sono state dette tante inesattezze. Lui, prima che arrivassi io, già aveva parlato più volte con la società, ed era anche molto contento. Questo mi è stato riferito, con il ragazzo non ho mai parlato volutamente. Poi so che con l’addio di Monchi è passato un po’ di moda il calciomercato, si è perso inevitabilmente un po’ di tempo. Allora si è inserita l’Inter e ha fatto la sua proposta al Cagliari. L’ha fatta al giocatore, che è stato chiamato da Conte, un grande motivatore, e quindi ci sta che Nicolò abbia l’ambizione di giocare la Champions e di non ritenere la Roma adesso superiore all’Inter. Io non ho mai cercato Barella personalmente, è il Cagliari che ha cercato la Roma, dicendo che l’Inter stava perdendo tempo e quindi la Roma, volendo, poteva avere la possibilità di prendere il giocatore. Per me era una cosa già difficile prima, a maggior ragione è difficile adesso, non perché il Cagliari non ci ha detto la verità, ma perché il giocatore ha scelto l’Inter. O Barella mi chiama e dice che vuole venire alla Roma ripensandoci, o per me è un capitolo chiuso. Io non voglio forzare i giocatori, è sbagliato. Non è che con il Dio denaro si comprano i calciatori. Se non ha la motivazione di venire alla Roma, è giusto che vada all’Inter”.

ZANIOLO – “Ha iniziato bene, ma ha avuto un calo sul finale. È uscito un po’ fuori dai parametri, che deve essere sempre sul pezzo. Tutti quelli che devono parlare di rinnovi saranno visti dopo. Lui un contratto ce l’ha e la società vorrà adeguarglielo come per un calciatore importante, perché così è considerato. Si fa presto a rendere dei miti calciatori che hanno appena fatto 15 presenze in Serie A. Andrei cauto. Ha le qualità per diventare un top, se lavora bene e con umiltà, come nei primi sei mesi di campionato, allora Zaniolo sarà il fiore all’occhiello, ma dovrà decidere lui. Deve stare con i piedi per terra, perché si perde facilmente il senso della ragione a quest’età. Nell’ultimo periodo si è smarrito, nella prima chiacchierata che ci farò lo ridimensionerò, anche se le cazzate a vent’anni le fanno tutti”.

FONSECA – “Sarò molto chiaro. Io sono stato molto colpito da Fonseca, lo seguivo negli ultimi anni perché volevo portare un giocatore dello Shakhtar al Torino, e rimasi impressionato da come giocava la sua squadra. Si vedeva un’idea di gioco, una squadra corta, una mentalità che io amo. Ho fatto anche io il calciatore, e quindi posso dire che se avessi avuto un allenatore come Fonseca credo che la mia carriera potesse essere diversa. Non è un’integralista, ma è molto elastico. La sua determinazione mi ha stregato. Credo che possa dare a tutti i tifosi della Roma una squadra con identità ben precisa. Ci vorrà un po’ di tempo, ma sono molto ottimista. Abbiamo le idee chiare, ci confrontiamo spesso e abbiamo gli stessi pensieri. Questo è fondamentale”, riporta Vocegiallorossa.

SPINAZZOLA – “Chi viene con la pancia piena o solamente per pensare al denaro non fa parte dei miei calciatori. Io scelgo prima gli uomini e poi i calciatori. Per alzare il livello serve questo tipo di messaggio. Sento e leggo, la Roma non è una succursale, chi viene qui deve avere entusiasmo. La voglia di Spinazzola, che non ha lasciato il Poggibonsi per venire alla Roma. Quella voglia sarà dentro tutti quelli che porterò alla Roma, deve avere l’entusiasmo che è in me”.