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News proveniente da sosfanta

18 Luglio 2019 10:45

MILINKOVIC, LOTITO APRE ALLA CESSIONE: “L’ANNO SCORSO HO RESPINTO GLI ASSALTI, ORA È DIVERSO…”

Domani saranno 15 anni. Era il 19 luglio 2004 quando Claudio Lotito diventava il presidente della Lazio. In vista dell’anniversario, il numero uno biancoceleste ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport: “Il percorso futuro della Lazio? Prevede una crescita, spero esponenziale. Sinora è stata aritmetica in base alle risorse. Vado avanti secondo un metodo che non metta a rischio la stabilità economica. La società ha 200 milioni di patrimonio immobiliare e circa 600 di giocatori. Stiamo investendo sulle strutture, puntiamo sull’orgoglio dell’appartenenza, sull’essere laziali. Stiamo acquisendo altre stutture sportive per radicarci nel territorio. Tutte le azioni promosse hanno come obiettivo l’orgoglio del marchio Lazio. L’aquila, il nostro simbolo, esprime fierezza, senso di liberta. La mia Lazio non è condizionabile sotto alcun aspetto. Ci vuole tempo. Siamo passati dalla fase in cui nessuno credeva a quella degli obiettivi, oggi la squadra è stabilmente presente nelle competizioni europee. I miei giocatori, lo sapete, devono riassumere tre parametri: la potenzialità tecnica, la moralità, la compatibilità economico-finanziaria”.

MILINKOVIC – “Se resterà alla Lazio? Noi abbiamo creato una casa di vetro e capito che non si possono obbligare le persone a svolgere il proprio ruolo in un ambiente in cui si sentono strette. Non è il caso di Sergej. Ha dimostrato grande affetto, responsabilità, serietà. Dipenderà dagli eventi, non dalla società. Milinkovic si trova bene alla Lazio e noi siamo ben contenti di averlo. E’ un periodo strano. L’anno scorso sono riuscito a respingere tutti gli assalti, quest’anno si potrebbe proporre un problema di rispetto se il giocatore dovesse prospettare una soluzione diversa. Diciamo così: potrei avere meno armi per respingere gli attacchi, alcune le ho spese l’anno scorso. Allo stato attuale è una situazione stabile, in evoluzione. Non c’è nessuna spinta della società, bisogna contemplare le esigenze, valuteremo con la massima comprensione la volontà del calciatore per un fatto obiettivo di correttezza di rapporti. Noi ci troviamo in una fascia medio-alta del sistema sportivo europeo. Poi esiste una fascia molto alta con 6-7 top club. La Lazio ha avuto la capacità di portare tanti giocatori importanti come Klose. Abbiamo un valore aggiuntivo in termini organizzativi e di clima familiare. Formello è uno dei centri sportivi migliori in Europa. L’asticella, se competi per la finale di Champions, si alza. Noi speriamo di arrivare nell’olimpo del calcio europeo, ma bisogna adeguarsi a livello strutturale e individuare quei giocatori che, a prescindere dal nome, possano tradurre le speranze in risultati. Con o senza Milinkovic? La Lazio non sarà mai indebolita, ma sempre rafforzata, su questo non ci sono dubbi, possiamo dirlo con certezza: è il nostro intendimento. Nella vita tutti sono utili e nessuno indispensabile, ma non legate questa risposta a Sergej. Sapete il mio pensiero. Giocatori e allenatori passano, conta il presidente. E’ il presidente a dare stabilità a un club. Preserva, conserva e tramanda il futuro. Porto avanti una programmazione da padre di una grande famiglia, serve per raggiungere il massimo senza creare le condizioni della cicala, altrimenti all’ultimo canto si sparisce. Ho dato alla Lazio stabilità e certezza del futuro, in passato non c’è mai stata. Dobbiamo lavorare, con l’aiuto dei tifosi, per raggiungere un obiettivo. Si vince tutti insieme”. 

SORPRESA INZAGHI – “Sinora c’è stata una crescita aritmetica. Sono state conseguite posizioni in Europa League, abbiamo vinto dei trofei con l’orgoglio di superare in Supercoppa l’Inter del triplete di Mourinho e la Juve di Allegri. Avrà pure un significato nonostante la sperequazione dei fatturati, 130 milioni contro i 460 dei bianconeri. Il divario sportivo non è così marcato come dicono i conti. Quello che è successo in Inghilterra con il Leicester può accadere in Italia. Servono lavoro, organizzazione, idee, spirito di sacrificio e certi risultati si possono raggiungere, magari con molta più fatica e un sapore diverso”.

RADU – “Sono un cattolico praticante e c’è la famosa parabola del figliol prodigo. Esistono l’interesse della società e del gruppo. Se si perde di vista questa visione, prevale l’egoismo. Si può raggiungere il massimo solo sommando le potenzialità”.