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14 Ago. 2019 09:15

CAPUTO: “SEGNERÒ TANTO, CONTE LO SA! IL DITO ROTTO, NON MI ALLENAVO E NAINGGOLAN MI DISSE…”

Francesco Caputo

Ciccio Caputo non vuole fermarsi. Stupire, ancora. Come un anno fa. Un amico di SOS Fanta che segna, fa segnare e invia la sua birra Pagnotta ai fantallenatori. Oggi, Ciccio da nuovo attaccante del Sassuolo si è raccontato a La Gazzetta dello Sport a tutto tondo verso la nuova stagione.

IL SEGRETO – “Il mio segreto è l’equilibrio a livello mentale: vivere con serenità i momenti negativi e con consapevolezza quelli positivi. E poi bisogna lasciare i problemi della vita fuori dal campo. Il gol è sempre il gol, in A è solo più bello”.

SEMPRE IN CAMPO – “Andreazzoli mi lasciava in campo anche se giocavo male, perché era convinto che potessi essere decisivo all’improvviso. Anche Iachini non mi ha mai cambiato. Ma ho rischiato di stare fuori: alla quartultima giornata mi sono rotto un dito del piede sinistro, fino a quel momento non avevo saltato nemmeno un allenamento. Da lì in avanti non mi sono più allenato: giocavo solo le partite“.

CONTE – “Antonio è stato un mio allenatore. E aveva qualcosa in più, si intuiva chiaramente. Aveva l’ambizione di arrivare in fretta in un grande club. Mi ha insegnato a non mollare mai. Qualche mese fa è venuto a Empoli a vedere gli allenamenti e mi ha detto di avermi trovato cresciuto e maturato. Però quest’anno dovrò fargli gol all’Inter… lui lo sa già”.

INTER-EMPOLI – “Non saremmo dovuti arrivare all’ultima giornata così: fu il nostro unico errore. Ma l’ultimo mese è stato incredibile, lo ricordo con il sorriso perché è stato emozionante, fantastico. Sentivamo il profumo della salvezza e a San Siro contro l’Inter giocammo una partita meravigliosa. Nainggolan a fine gara mi disse: “Ciccio, mi dispiace. Ma dovevate salvarvi prima”. Aveva ragione”.

OCCASIONI – “Ero solo davanti al portiere. Scelsi di passare perché avrei centrato Handanovic: era stato bravissimo a chiudermi lo specchio. Farias era solo a due metri dalla porta. Non so come riuscì D’Ambrosio a colpire la palla e mandarla sulla traversa senza fare autogol”.

DE ZERBI – “Qui potrò segnare tanto. È un gioco che mi piace tantissimo, offensivo. De Zerbi mi avrebbe voluto già a Foggia e a Palermo. Mi ha detto che gli serviva un attaccante che finalizzasse il gioco. Mi chiede movimenti per legare la manovra con le mezzali, ma anche di attaccare la profondità e la porta”.

MESSAGGIO AI GIOVANI – “Direi a tutti che le cose vanno conquistate. Adesso i giovani hanno tutto e subito. E invece bisogna lottare e meritarsi ogni cosa. Io sono arrivato in A tardi, ma me la sono meritata. È facile guadagnare in fretta due soldini, ma bisogna mantenere la fame e l’ambizione. Vedo tanti ragazzi che appena il motore della loro macchina fa un bel rumore si sentono arrivati. Lo vede questo tatuaggio sul polpaccio? C’è scritto: “Insisti, resisti, raggiungi, conquisti”. È il mio modo di affrontare la vita”.