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News proveniente da sosfanta

14 Ago. 2019 12:30

CHIESA, IL PATTO CON LA JUVE HA UNA FINE: COSÌ NASCE IL DISPETTO DELL’INTER

Quest’oggi La Gazzetta dello Sport ha spiegato cosa c’è dietro il futuro di Federico Chiesa. La Juventus voleva prenderlo subito, ma l’Inter si è inserita provando a bloccarlo per giugno 2020: “In questa sessione Chiesa si era vincolato alla Juve da un «gentlemen agreement», costruito anche intorno a un progetto di contratto fino al 2014, da 5 milioni l’anno più premi. Però il legame non può essere considerato tale per il 2020: il giocatore non si sentirebbe vincolato per il futuro, tanto più che la delusione per il mancato trasferimento è reale, anche se superata. Insomma, da qui al prossimo giugno tante cose possono cambiare, compresa la quotazione del giocatore, le possibilità di impiego, i rapporti di forza all’interno del campionato”.

Ecco come e dove si è inserito Beppe Marotta: “Chiesa resta convinto di dover fare un salto nella propria carriera: se non è stato possibile in questa stagione, lo sarà la prossima, dopo aver continuato la crescita con una Fiorentina rinnovata e più ambiziosa. Per il futuro sia lui che il padre preferiscono una soluzione italiana. Dal 3 settembre, a mercato chiuso, ritorna tutto in ballo: la Juve e Paratici mantengono un canale privilegiato con chi cura gli interessi dell’azzurro, l’Inter conta di poter sfruttare la «sponda» della società. Se Commisso sarà convinto o obbligato dagli eventi a vendere il suo gioiello ha già capito che i suoi tifosi preferirebbero vederlo ovunque piuttosto che alla Juve. Poi, certo, conterà e sarà decisiva la componente economica: la quotazione attuale è di 70 milioni di euro, che potranno oscillare in base al rendimento e a eventuale asta fra i due club. Ma Ausilio e Marotta avranno tempo per riallacciare contatti «diretti» anche con Enrico Chiesa, con cui già c’erano stati incontri conoscitivi ormai oltre un anno fa. L’offerta al giocatore non potrà discostarsi troppo da quella bianconera, ma è compatibile con gli standard degli stipendi top del club, inferiore solo agli ingaggi di Lukaku e Godin”.