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News proveniente da sosfanta

3 Set. 2019 18:30

PRADÉ: “PEDRO, CI VORRÀ TEMPO! VOLEVO TONALI, LA VERITÀ SU GHEZZAL, MURIEL E SUSO”

All’indomani della chiusura della sessione estiva di calciomercato, il ds della Fiorentina Daniele Pradè ha preso la parola in sala stampa per fare un bilancio finale: “Oltre alla pazienza adesso vi chiedo comprensione, perché i giovani sono come pianticelle. A me è dispiaciuto che tutti abbiano guardato solo all’errore che ha fatto Ranieri, errore che magari la prossima volta non rifarà ma è un ragazzo che deve crescere. Al momento siamo la prima o seconda squadra più giovane d’Europa”.

Sul saldo a fine mercato: “Circa 5 milioni meno, rispetto alle ultime operazioni che abbiamo fatto. Io avevo un budget molto più alto, ma spendere tanto per spendere non va fatto. Abbiamo un anno per vedere i risultati del nostro lavoro”.

Sull’operazione che più ha deluso: “Nessuno, perché siamo stati chiari dall’inizio. Come per Chiesa. E così anche le altre società hanno fatto con noi: l’Inter Politano non lo vendeva, Suso il Milan non lo vendeva… Non è che potevamo far di più. L’unico che abbiamo lasciato andare è stato Raphinha a causa dei costi. Ieri abbiamo dovuto decidere se inserire Oudin o Ghezzal: siamo andati su esperienza e caratteristiche che facessero al caso nostro”.

Sugli esuberi rimasti: “Dovevamo decidere su Dabo, Cristoforo e Thereau. Ma questa è una società il cui presidente ha confermato praticamente tutti, e i calciatori rimasti saranno a disposizione per l’allenatore. Sarà difficile per Montella, che ha tutta la mia fiducia perché non ha mai potuto lavorare con un gruppo. Siamo ancora un cantiere aperto, abbiamo iniziato le operazioni a metà luglio e adesso dovrà trovare Montella il modo migliore di costruire il puzzle. Su Pedro abbiamo fatto una battaglia lunga e faticosa, ho detto che non avremmo dato modo di scendere a determinate cifre e infatti sul brasiliano abbiamo chiuso a cifre più basse di quelle iniziali”.

Su Sandro Tonali: “Prima vi dico che punteremo su calciatori italiani in futuro, soprattutto sul territorio. Vogliamo rinforzare la nostra identità e partecipare al lavoro che fanno i club toscani sui giovani. Su Tonali dico che il presidente Commisso vuole mantenere buoni rapporti con le altre società, Tonali ci piace ma Cellino ha detto che non l’avrebbe venduto e la cosa è finita lì. Così come per Pozzo su De Paul: io non ho fatto offerte perché non c’è stata mai l’intenzione di vendere il giocatore”.

Sulla monte ingaggi: “Siamo intorno ai 60 milioni”.

Se qualcuno è stato più vicino di altri a venire a Firenze: “Con Nainggolan non ci abbiamo mai parlato ed è giusto che sia andato a Cagliari per i suoi problemi. De Rossi è per me un fratello, sapevo già che la cosa non sarebbe mai potuta andare in porto”.

Se Badelj e Pulgar si ‘pestano i piedi’: “Non mi sembra corretto dare valutazioni tecniche. Abbiamo sette giocatori a centrocampo, sta all’allenatore scegliere come giocare e penso che i calciatori gli consentano di trovare più soluzioni. Dell’anno scorso in rosa ci sono Milenkovic, Pezzella, Chiesa, Benassi e Vlahovic: siamo un cantiere aperto”.

Se per Montella è un anno di transizione: “Chiaro che le due sconfitte mettono amarezza. Col Napoli non meritavamo di perdere mentre a Genova c’è stato un black-out e il rammarico c’è… Poi ora avremo la sosta, quindi il dispiacere ce lo portiamo dietro anche qualche giorno in più. Montella deve essere disponibile nel far capire ai ragazzi che sarà un anno di transizione”.

Sull’operazione Pedro: “Se fosse rimasto Simeone non avremmo preso nessuna punta, ma siccome su Simeone i rumors ci sono sempre stati non abbiamo messo al ragazzo pressioni. Nel momento in cui è andato via abbiamo aggredito Pedro, che avrà bisogno di tempo in quanto giovane. So che i brasiliano hanno un periodo almeno di adattamento, mi aspetto da lui una crescita continua. Vi piacerà perché molto elegante nonostante l’importante statura, secondo noi sarà importante nella crescita della nostra Fiorentina”.

Se ho lavorato su qualcosa per gennaio: “No perché speriamo che i giocatori ci diano ciò che cerchiamo”.

Su Bobby Duncan: “Non rientrava nei nostri piani perché non italiano, ma al prof.Vergine piaceva molto e Barone l’ha voluto accontentare”.

Su una figura di riferimento che si occupi del territorio: “La prenderemo, non dico chi, vogliamo qualcuno che si occupi solo del territorio toscano. Perché vogliamo dei rapporti ottimi”.

Sull’addio di Muriel: “Quando siamo arrivati l’opzione di acquisto era già scaduta, era già fisicamente rientrato al Siviglia”.

Su quanto si sente soddisfatto del calciomercato: “All’inizio c’erano talmente tanti giocatori che non ci abbiamo capito niente. Il concetto di questo lavoro si è sviluppato nella tournée americana, forse posso dire che sono contento all’80%. E’ l’inizio di un percorso: serve pazienza e comprensione. So che si può sempre migliorare”.

Su Oudin e il Reims: “Se si tira troppo la corda poi si spezza. Siamo contenti dell’arrivo di Ghezzal”.

Su Vlahovic e Pedro: “Su tutti e due abbiamo aspettative importantissime e siamo sicuri che cresceranno insieme”.