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News proveniente da sosfanta

12 Feb. 2019 09:15

PARATICI: “PAROLA MIA AD AGNELLI: ICARDI ALLA JUVE! PAURA PER DYBALA, DE LIGT, IL RITORNO DI POGBA, ZANIOLO…”

Fabio Paratici si racconta. E lo fa con Walter Veltroni in una splendida intervista esclusiva de La Gazzetta dello Sport (in forma integrale sul quotidiano di oggi), ecco alcuni tra gli spunti più interessanti per il fantacalcio.

FOGLIETTO – “Vuole sapere se i nomi scritti sul famoso pezzo di carta che avevo strappato e deposto in un cestino erano veri? Eravamo a una riunione col Genoa e avevamo segnato dei giocatori dei quali avevamo parlato. Ma sono solo una parte delle centinaia i cui nomi sono scritti su questi pezzi di carta…”.

CRISTIANO RONALDO – “Quando noi abbiamo giocato a Madrid è venuto Mendes, come si fa sempre nei giorni della Champions. Gli dico: “Cristiano ha fatto dei gol incredibili”, avevo ancora negli occhi, con ammirazione e dolore, la rovesciata. Lui mi guarda e mi risponde: “Tu non ci crederai ma Cristiano, se cambia, vuole venire alla Juve. Ricordati che è meno strano di quanto tu possa pensare. Poi ne parliamo”. Io ho pensato a una boutade ma ho cominciato a ragionarci. Ci siamo trovati all’aeroporto dei voli privati di Linate con Mendes e Giovanni Branchini per chiudere, non ci voleva molto, quel fenomeno di Cancelo. Mendes mi guarda ancora, ora si capiva che faceva sul serio: “Ricordati l’altra cosa, vedrai che Ronaldo si muove da Madrid. Te lo dico chiaro: il giocatore vuole venire solo alla Juve. Lui ha giocato nel Manchester United che è la più grande squadra inglese, poi nel Real Madrid, lui va solo in squadre storiche. In Italia non ha mai giocato, vuole vincere anche il titolo italiano. Se lo volete, lui c’è”. Gli ho detto: “Va bene allora tu dimmi un po’ di cosa stiamo parlando”. Io, che certo non mi ero scordato e certo volevo Ronaldo, sono arrivato lì preparato. Pensavo: se lui ne riparla voglio vedere, come al poker, che carte ha in mano: “Di cosa stiamo parlando?”. “Questo è il salario, questo il trasferimento”, dice lui. “Fammi pensare qualche giorno e poi ti darò una risposta”. Non ho detto no, altrimenti lui avrebbe cercato altro”.

LA RIUNIONE – “Quando ho saputo di Ronaldo, mi sono riunito con Agnelli e Nedved e ho detto: “È tutta da valutare, non mettetevi a ridere e non mi buttate fuori dall’ufficio. Ci sono due modi per motivare la squadra: uno non si può dire e l’altro è quello di comprare Cristiano Ronaldo”. E mi guardarono come un matto”.

ICARDI – E il primo modo quale era? “Il primo era comprare Icardi e scatenare un casino incredibile… Ma, come è ovvio, non era questo il mio obiettivo reale. Oppure… oppure possiamo prendere Cristiano Ronaldo. Andrea fece una smorfia ma io dissi “aspetta, fammi spiegare…”. In verità, in quel momento nessuno poteva pensare che sarebbe venuto via dal Real Madrid per la cifra di cui Mendes mi aveva parlato. Si fece silenzio: “Mendes mi ha detto di riferirti che se la Juve lo vuole, e corrisponde alle sue richieste, lui viene alla Juve. Non vuole altra squadra se non la Juve. Non c’è opzione B, vuole solo la Juve”. Andrea Agnelli è un manager, non è solo un presidente. Capisce di calcio e di azienda, vuole far ancora più grande la Juve. È velocissimo nelle decisioni: ha chiesto di pensarci un attimo e di parlarne con alcune persone. Io già ero contento che non mi avesse buttato fuori dall’ufficio e mi avesse lasciato l’entusiasmo di pensare di poter comprare Ronaldo. Il pomeriggio mi disse di farmi dare bene tutti i conti perché, se era come avevo detto io, saremmo andati avanti”.

MAROTTA – “Alla prima riunione, quella dell’idea, Marotta non c’era. Nella seconda, sì. Ma Beppe era favorevole. E voglio essere preciso: non è mai stato contrario”.

DYBALA – “Dybala dopo Ronaldo è l’acquisto che mi rende più orgoglioso, perché era un giocatore difficile da comprare. Veniva a sostituire Tevez, non proprio una roba leggera. Avevamo giocato una finale di Champions League, e stavamo comprando per quaranta milioni un giocatore del Palermo che aveva fatto tredici reti. Ti viene paura”.

FUTURO DYBALA – “Dybala resta? Dybala resta, sì. Dalla Juve va via solo chi vuole andare via. I nostri giocatori, lo ripeto, sono difficilmente migliorabili. Dybala con chi è migliorabile? Difficile. Messi forse, già con Neymar avrei dei dubbi. E Dybala è uno che alla fine ce l’hai sempre. Gioca tutte le partite, è presente. Quando guardi la squadra ci trovi sempre il segno di Dybala”.

POGBA – “Il giocatore che mi è dispiaciuto più cedere è stato Vidal, grande talento. Perché con Pogba lo mettevi in conto: un anno resisti, due resisti, poi dopo succede. Vidal era uno dei nostri, aveva cominciato con noi dal primo anno, con lui avevamo vinto molto. Pogba tornerà alla Juve? No. Nel calcio non si sa mai, però è molto difficile”.

RAMSEY – “Lo abbiamo preso, ma è un giocatore diverso dai nostri. Uno che nella nostra rosa non c’è. Ha più tecnica delle nostre mezzali, meno quantità, pur correndo molto è meno tignoso sulla fase difensiva, meno tattico. È uomo da ultimo passaggio, ha fiuto per il gol. Ramsey è un giocatore che secondo me non ha ancora mai trovato la sua posizione, perché non ha mai giocato mezzala a tre, che è il suo ruolo, capace come è di inserimento da dietro, di fraseggio. Oppure può giocare tre quarti dinamico, come Perrotta alla Roma per esempio…”.

TALENTI ITALIANI – “I miei preferiti? Zaniolo, Chiesa, Barella e Tonali”.

TONALI – “Tonali è un ragazzo super, ha la serietà, la personalità. Però le caratteristiche sono diverse. Credo che nessuno sia paragonabile a Pirlo. Lui è il giocatore che sa giocare meglio a calcio che io abbia mai visto. Credo che nei prossimi 35 anni non vedrò mai più uno bravo a giocare a calcio come Pirlo, mai. Aveva una completezza di conoscenze del gioco, di tempi calcistici. Era un direttore d’orchestra e un primo violino, insieme. È uno dei pochi che il campo lo vedeva dall’alto, come volando. Disegnava geometrie impensabili e aveva i tempi sempre giusti”.

JAMES RODRIGUEZ – “È certo un grande giocatore, bisogna vedere. Ma ripeto, migliorare i nostri è difficile. Migliorare Costa, Dybala, Bernardeschi, Cuadrado è veramente difficile. Banalmente la prima cosa che non deve fare chi ha la mia responsabilità è fare danni. Sembra una cosa semplice ma non lo è. Quando tu parti da una rosa forte, la prima cosa che devi fare è cercare di non peggiorarla. La Juve ha venduto solo tre titolari in questi ultimi nove anni. Bonucci lo abbiamo ripreso quindi due, Vidal e Pogba. Gli altri hanno fatto delle scelte di vita: Pirlo è andato a giocare negli Usa, Tevez è tornato a casa. Abbiamo cercato di migliorare anno dopo anno. Rosa e bilancio, che sono legati. La Juve, in questi anni, è cresciuta non solo nei risultati sportivi, ma economicamente e come dimensione societaria”.

DE LIGT E ROMERO – “Su Romero siamo bene indirizzati. De Ligt sicuramente è uno dei giovani migliori che ci sono, quindi lo guardiamo con grande attenzione”.

KEAN – “Kean è un grande centravanti. È uno di quelli che faranno gol in Champions League, lo vedremo per tanti anni ancora giocare in Europa. Bisogna vedere la sua evoluzione perché a 18 anni fai dei cambiamenti, in pochi mesi, difficilmente preventivabili. Però sicuramente già adesso è un giocatore da Juve. Non è che è nella rosa perché gli facciamo un favore noi, ma perché crediamo che sia un giocatore di immense prospettive”.

ACQUISTO DA SOGNO – “Onestamente quello che mi piace di più ce l’ho. Diciamo che vorrei vedere un altro giocatore come Pirlo. Ma ora non c’è. Forse De Jong dell’Ajax, che è andato a Barcellona”.