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28 Marzo 2019 10:30

BELOTTI: “INCUBO INFORTUNI, CHE ANNI DI MERDA: ORA STO BENE, PAURA PER IL GINOCCHIO”

Andrea Belotti

A tutto Andrea Belotti. Dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’attaccante del Torino si racconta sul suo momento personale e sul passato in granata.

DYBALA – “Lo ricordo a Palermo con me. Il primo anno vedevo che aveva delle qualità tecniche esagerate. Però non era ancora riuscito ad esplodere, e sotto porta faceva fatica a fare gol. Era anche abbastanza leggerino, fisicamente. Soffriva sempre un po’ il contatto. L’anno dopo, un cambiamento incredibile. Mi sono impressionato quando l’ho visto perché, a parte che faceva sempre gol, giocava un calcio pazzesco. Nonostante fosse piccolino era diventato più robusto, quindi anche fisicamente teneva botta, cioè riusciva a stare in piedi. A volte strappava via, anche a tu per tu. Teneva e ti bruciava”.

PRIMO ANNO AL TORO – “Il primo anno con Ventura avevo fatto dodici gol. Però mi ricordo che in tante partite sbagliavo gol, non riuscivo a segnare anche se ero a cinque metri dalla porta o a tu per tu con il portiere. L’anno dopo invece ogni palla veniva a me e facevo gol anche se la prendevo male. Non è che sia cambiato qualcosa di particolare, è che la fortuna è così”.

INFORTUNI – “Due infortuni al ginocchio, l’anno dopo i 26 gol. In uno mi lesiono il collaterale interno in una partita contro il Verona in casa e sto fuori un mese e mezzo. Riprendo a giocare, a fare gli allenamenti, sto per riacquistare la forma, faccio qualche partita da titolare e in allenamento mi faccio male in un altro punto, il corpo di Hoffa, che è una zona sotto il ginocchio, tra la rotula e il tendine. Un infortunio più fastidioso del primo perché ogni cosa che facevo era dolorosa. Era un muscolo difficile da guarire, interno e profondo”.

DIFFICOLTA’ DI RECUPERARE – “Tanto, ma non solo psicologicamente, anche fisicamente. Io sono un giocatore che quando gioca esprime tanta forza. Quando ti fai male è difficile che recuperi in poco tempo, che riacquisti la forma di prima. Ma è dura anche psicologicamente, soprattutto per chi, come me, ha avuto un infortunio e poi quando pensava di esserne uscito, subito un altro. Pensi immediatamente ad un’annata storta, di merda: vieni da un campionato fantastico e ti fai male, poi recuperi e ti fai ancora male. L’anno prima era andato tutto bene, quello dopo tutto male. Ma, come mi hanno insegnato i miei, “bisogna combattere””.

LA FORMA – “Ora mi sento bene anche perché nonostante il lavoro durissimo che ho fatto per riprendere ho avuto un periodo in cui il ginocchio lo tenevo sempre sotto controllo. Massaggi, ghiaccio per recuperare… Negli allenamenti incrementavo la fatica con carichi di lavoro per recuperare sempre un po’ di più il muscolo. Ma ci voleva il suo tempo. Ora ci siamo”.