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News proveniente da sosfanta

21 Maggio 2019 14:30

DI LORENZO: “CANCELO È UNICO, MA NON SONO UN BOMBER! SOGNO IL NAPOLI. E TRAORÉ…”

Giovanni Di Lorenzo

Inizia con una promessa l’intervista di Giovanni Di Lorenzo al Corriere dello Sport: “A Clarissa (la fidanzata, ndr) ho promesso che se l’anno prossimo dovessi andare in una grande ci sposeremo. Napoli alle porte? Lo dite voi, io devo pensare a Inter-Empoli, ci giochiamo la vita”. Autore di 5 gol alla prima stagione di Serie A, il terzino dell’Empoli ha poi proseguito: 

NAPOLI – “Sarebbe un sogno, fatemi sognare. E poi penso, ma non scrivetelo, che i rapporti tra i club hanno portato in passato a operazioni come Hysaj, Mario Rui, Valdifiori. Quasi come se fosse un messaggio del destino. Ormai è andata. Oh, ma che titolo farete?”.

NAZIONALE – “Dopo lo stage azzurro? Se dicessi che non attendo le convocazioni, sarei falso. Alle spalle ho esperienze importanti con Di Biagio, sia con l’Under 21 che con l’Under 20, ma quando si spalanca il portone dorato non resti insensibile. E aspetto con curiosità mista a emozione. Ma aspetto contemporaneamente con la spensieratezza di chi sa di aver cancellato un altro step, fondamentale. Se non dovessi esserci stavolta, lavorerò forte per esserci la prossima”.

STEP SUPERATO – “La mentalità. Mi sento più forte dentro. Sono alla prima stagione in serie A, mica alla decima. Ma capisco, interrogandomi, di aver colmato qualche lacuna, di essere più pronto, di riflettere bene, ma senza condizionamenti”. 

RUOLO – “Io nato difensore centrale?Erano i tempi della Reggina. Poi ricordo le parole di Padalino a Matera. Mi disse “ma tu al centro ti snaturi, perdi il 70 per cento del potenziale, devi cambiare, ti metto sulla fascia”. Fu la mia fortuna. Ci sono allenatori che non conoscono le grandi ribalte, ma che aiutano a capire chi sei, cosa fai e cosa potresti fare meglio. Anche Auteri ha questo tipo di mentalità, usciamo dal circuito delle categorie di competenza, sarebbe troppo banale. Un allenatore, se è bravo, è bravo”.

GOL E ASSIST – “4-4-2 o 3-5-2? Penso di potermela cavare in entrambe le situazioni. Forse a quattro è meglio perché sono più abituato. Ma non mi pongo problemi. Mi manca un altro passaggio per sentirmi più completo. Gol in più? Ma no, ne ho segnati cinque, l’anno scorso appena uno, mica sono il cannoniere della fascia destra, dai. Quando arrivo sul fondo, devo fare la scelta giusta, migliorare nei particolari e fabbricare cross sempre più imprevedibili”.

GOL PIÙ BELLO – “Quello al Torino di domenica, me lo sono preparato bene, ci sono arrivato pronto nelle scelte e torniamo al discorso di prima sui cross. Però, sul 2-1 di Brighi sono stato essenziale, dite decisivo? Quella svolta è stata pesantissima: il Toro aveva pareggiato, serviva un episodio per rimettere la testa avanti. Però, adesso vi faccio divertire…”.

MERCATO – “Non sono insensibile alle voci di mercato. Mi danno la giusta carica, sapendo che l’Empoli ha la precedenza. Sono grato al direttore sportivo Accardi che ha avuto il coraggio di pescarmi in serie C e di darmi una chance. Senza certi passaggi, senza il coraggio di chi decide di puntare su di te, resti anonimo”.

TRAORÉ – “Impressionante. E’ un 2000, ragiona con la testa di un veterano. Ha la personalità di un venticinquenne con cinque stagioni di serie A alle spalle”.

BENNACER – “Duttile, panoramico, furbo. Si è adattato da regista come se fosse il suo ruolo da sempre”.

KRUNIC – “Moderno, grande gamba, qualità e quantità. Qualche infortunio lo ha frenato, ma puntarci è un obbligo”.

FUORI DAL CAMPO – “Sono un ragazzo tranquillo, utilizzo i social con parsimonia, per me non rappresentano una trappola perché so bene come e quando gestirmi. Sono diplomato in ragioneria, non ho hobby particolari, non avevo una squadra del cuore da ragazzino. L’ultimo libro letto? Quello su Totti. E un pensiero mi frulla sempre. Non ho capito bene l’epilogo della vicenda De Rossi. Meglio: l’ho capito, però non ho digerito. Il titolo ci sarebbe: l’ultima bandiera ammainata. A me risulta difficile pensare, immaginare, constatare che la fine debba essere così ingloriosa. L’idolo dei tifosi e un rispetto che non c’è. Non voglio attaccare il club oppure chissà chi, non sono vicende di mia competenza. Ma è normale rifletterci, inevitabile che resti amarezza anche a chi non è stato direttamente coinvolto. Sono cose che ti fanno pensare tanto”.

TERZINO IRRAGGIUNGIBILE – “Cancelo. Come spinge lui, nessuno”.

VIA DALLA SERIE A – “Andrei in Premier. Intensità, fisicità, cross su cross, battaglie. Mi piace troppo. Ma resto volentieri qui”. All’ennesima domanda sul Napoli, Di Lorenzo risponde: “Ancora? Mi fate prendere una cazziata con questa storia del mercato”.