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News proveniente da sosfanta

8 Giugno 2019 11:15

INZAGHI: “VI SVELO LA NUOVA LAZIO: CORREA NON SI TOCCA, LA VERITÀ SU IMMOBILE, LUIS CAMBIA”

Simone Inzaghi dice tutto sulla sua scelta di rimanere alla Lazio e non solo. Così l’allenatore ha parlato nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport: “Ho solo voluto prendermi una pausa di riflessione. Dopo tre anni avevo bisogno di fare chiarezza con me stesso. Ritengo di essere una persona seria, un professionista, e non mi va di prendere in giro nessuno. Mentalmente avevo bisogno di chiudere il ciclo iniziato nel 2016 per, eventualmente, aprirne un altro con maggiore entusiasmo e convinzione. Un allenatore, se non possiede queste motivazioni, non può chiederle ai suoi giocatori”. 

GLI OBIETTIVI – “La prossima dovrà essere una stagione di grandissimo entusiasmo, è così che la vogliamo tutti, è così che dovrà essere. Io e Lotito? Ci siamo detti tutto, come capita in tutte le buone famiglie. Ora conta solo una cosa, guardare avanti. Ripartiamo più uniti e più forti che mai!”.

GLI INTERESSAMENTI – “Juve e Milan interessate a me? Gli interessamenti fanno piacere. Non sono arrivati solo quest’anno, già nel 2018, anche se abbiamo perso la qualificazione in Champions nell’ultima partita contro l’Inter, un po’ per demeriti nostri, soprattutto per fattori esterni. Avremmo strameritato di andarci. C’erano state le richieste di un club italiano e di uno estero, avrei sicuramente guadagnato di più. Ma io ho dato sempre priorità alla Lazio, è la squadra del mio cuore, è la società che ha avuto fiducia in me. Sono contento delle scelta di continuare. In futuro si vedrà? E’ normale, sono un allenatore ambizioso, voglio crescere, ma in questo momento voglio fare bene qui. Il mio futuro è la Lazio, sono strafelice di andare avanti”. 

IL FUTURO – “Ho parlato con il presidente e con il direttore, mi hanno detto che la squadra rimarrà super competitiva. Ci saranno interventi, la Lazio rimarrà forte. Tare è una garanzia, una sicurezza sul mercato. E’ un grandissimo direttore sportivo, c’è grandissima fiducia in lui. Siamo una grande famiglia. Con Tare, Peruzzi, De Martino e Calveri, assieme al presidente Lotito, ci conosciamo da una vita, c’è grande sinergia, stiamo sempre assieme. Fare nomi è prematuro. Di volta in volta vedremo come si svilupperà il mercato. Bisognerà fare degli interventi. Le idee ci sono, il confronto è continuo, c’è un bel clima”.

GLI INTOCCABILI – “Potrebbe anche esserci un ringiovanimento, ma gli uomini che sono con me dall’inizio, cito ad esempio Lulic, Radu e Parolo, mi hanno sempre dato grandissima disponibilità e fiducia. Possiamo fare le cose per bene. Ho un grandissimo rapporto con tutti i giocatori, con quelli che sono stati con me dall’inizio e con quelli arrivati quest’anno. Con Acerbi, ad esempio, lavoriamo da un anno, ma sembra che ci conosciamo da sempre: una cosa pazzesca. Lulic, Radu e Parolo, i miei “anziani”, mi hanno aiutato tantissimo, non mi hanno mai tradito, da loro ho avuto sempre grande disponibilità. A Lulic, il capitano, ho cambiato spesso ruolo. Sono super contento di loro”.

LA CHAMPIONS – “Quando sono arrivato io la Lazio non era in Europa, adesso ci gioca con regolarità da tre anni (era successo solo una volta con Lotito, nel triennio 2011-2014, mai però con lo stesso allenatore, ndr), già questo è un grandissimo obiettivo. E dopo questi tre anni vogliamo crescere tutti quanti. In Italia ci sono squadre che hanno più budget rispetto a noi. Ma la Lazio, con tanto impegno e idee, ha dimostrato di potersela giocare alla grande contro tutti. Ho una società ambiziosa, vuole migliorarsi sempre”.

LA NUOVA LAZIO – “Si ripartirà dal 3-5-2, il resto lo deciderò in base ai giocatori che avrò a disposizione, il modulo dipende sempre da chi c’è in organico. Cambiavo spesso perché avevo Keita e Felipe Anderson, giocatori prettamente esterni. Poi ho avanzato Keita, l’ho fatto giocare vicino all’area e ha segnato 16 gol in campionato, è stato un grande record. Keita, con un’altra punta vicino, rendeva al meglio. Con me ha fatto vedere grandi cose, non si è ripetuto più a quei livelli. Mi dispiace, è un giocatore dalle grandi potenzialità”.

IMMOBILE – “Ciro ha segnato 85 gol in tre stagioni, sono contentissimo di lui. La verità è che bisogna ammettere che ha avuto un calo, ci può stare ed è stato quasi fisiologico. Non si è mai fermato tranne nel finale dell’anno scorso. E’ un giocatore generoso, dopo i 40 e passa gol del 2018 tutti s’aspettavano uno score simile, ma non è semplice segnare 30 reti solo in Serie A. Ciro ha chiuso a 15 nell’ultimo campionato, sembra abbia fatto pochi gol. In ogni caso non va valutato solo per le reti, quest’anno gli abbiamo chiesto di più. La Lazio ha segnato di meno, ma ha anche subito di meno. In Coppa Italia ci hanno segnato, in 5 partite, solo su rigore. Il Novara nei tempi regolamentari, l’Inter oltre il secondo supplementare. Ho chiesto io più sacrificio ai miei attaccanti e siamo andati bene”.

CAICEDO – “Destinato a dire addio? L’anno scorso era finito al centro di critiche, storcevano il muso quando si parlava di lui. Io l’ho sempre difeso e quest’anno è stato invocato dalla Curva Nord. E’ un professionista, un ragazzo serio, ha giocato perché ha dimostrato grandi doti. E’ un attaccante molto importante, ci ha aiutato tantissimo in campionato e in Coppa”.

CORREA – “Sarà la stella del futuro laziale? E’ cresciuto tantissimo, è un ragazzo molto intelligente, legge benissimo le situazioni in campo. Qualsiasi cosa gli chieda è sempre disponibile. E’ arrivato quest’anno, ci ha impiegato un po’ di più, è normale che capiti. Due campionati fa abbiamo giocato con Luis Alberto seconda punta e durante la scorsa stagione, per la crescita di Correa, ho iniziato a pensare allo spostamento dello spagnolo. Sapevo bene che il Tucu era molto forte, non pensavo che si sarebbe inserito così velocemente. In questo è stato una grandissima sorpresa. E’ un ragazzo e un talento d’oro”.

IL RICORDO PIÙ BELLO – “Della notte di Coppa Italia ricordo l’abbraccio con mio figlio Tommaso, ha invaso il campo dopo il fischio finale della partita contro l’Atalanta. Mi ha bloccato, mi ha abbracciato mentre stavo andando a salutare Gasperini. Ricordo anche un’altra immagine. Lorenzo era sulle spalle di Tommaso, gli ho messo la medaglia d’oro al collo. Quel momento mi rimarrà dentro per tutta la vita”.

LA LAZIO – “E’ vita, è famiglia. La lazialità si tramanda e io l’ha tramandata ai miei figli, penso faranno lo stesso con i loro figli. La Lazio è una storia iniziata 20 anni fa. Se l’avessi immaginata così bella, quand’ero giocatore, forse non ci avrei creduto, sarebbe stato impossibile scriverla così come la sto vivendo. Cerco di viverla nel modo migliore, me la godo tutta. Mi sento un privilegiato, una persona fortunata perché posso vivere queste soddisfazioni. Me le sono cercate e le ho meritate”.

IL SOGNO – “Beh, uno c’è (risata, ndr). Oltre ad essere l’unico laziale ad aver vinto la Coppa Italia e la Supercoppa da giocatore e allenatore, mi piacerebbe vincere lo scudetto da giocatore e allenatore. So che può sembrare qualcosa di irrealizzabile, ma sognare è lecito. Bonus scudetto nel nuovo contratto? Sì, è vero. No, non è solo un bonus motivazionale. Il presidente ci crede. E’ una persona che ha inciso molto sulla mia voglia di allenare, è successo quando stavo per smettere la carriera di giocatore. Conosceva il mio desiderio di diventare tecnico, mi ha aiutato a realizzarlo. Com’è giusto che fosse sono partito dalla gavetta, non dalla Primavera. Ho vinto titoli con gli Allievi Regionali e Nazionali, ho vinto in Primavera. Ho vissuto sei anni di studi, di crescita, di esperienza. Sono partito dal basso, mi sono giocato le mie occasioni. E’ anche grazie al presidente Lotito se sono arrivato dove sono”.