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News proveniente da sosfanta

12 Giugno 2019 12:30

COMMISSO: “VERETOUT? MEGLIO VENDERLO! CHIESA, SE POI VALE MENO? FAKE NEWS MONTELLA”

Chiesa, Montella e mercato. Intervista fiume di Rocco Commisso a La Nazione, il nuovo patron della Fiorentina racconta i suoi primi momenti alla guida della Viola: “Mercato? Non siamo in ritardo per il mercato. Proprio in questo momento stiamo decidendo il futuro di Veretout, forse è meglio venderlo”.

SCELTE – “Stiamo studiando i profili che ci servono, immersi in questo frullatore di passione e calore che si chiama Firenze. Sono innamorato della città, lo dica (porta la mano sul cuore, ndr). Ci saranno degli annunci in questa settimana, a parte quello di Corvino”.

MONTELLA – “La scelta degli uomini di cui fidarsi? Sì, prima devo parlare con Montella, lo vedrò negli Stati Uniti. Qualcuno ha scritto che l’ho riconfermato: fake news. Lo voglio vedere”.

ANTOGNONI – “Per me Giancarlo è un mito, mi ricorda l’Italia mondiale del 1982. L’anima di quella squadra e di quella del 2006 vorrei rivederla nella Fiorentina. Non sarà facile ma ci provo. Antognoni è un gentleman, ha un cuore d’oro. Non capisco come mai una bandiera come lui sia stata lontana dalla Fiorentina per tanti anni”.

MOSSE – “Stiamo lavorando sul mercato anche adesso, ma il mio metodo di lavoro non fa mai riferimento a una persona sola. Giocatore X: prima ognuno dei miei uomini mercato dà un giudizio sull’opportunità di prenderlo, poi arrivo io perché firmo l’assegno. Serve il consenso unanime di un gruppo ristretto”.

CHIESA – “Ripeto che non sarà il mio Baggio. Farò di tutto per tenerlo almeno un anno. Però un ex campione viola mi ha fatto una domanda: perché fare un contratto così lungo a un ragazzo che magari il prossimo anno delude e alla fine dalla sua cessione si prende meno soldi di adesso?”.

MODELLO JUVE – “Non voglio delle star che comandano lo spogliatoio, tutti devono dare il loro contributo con passione e cuore. Il mio modello organizzativo è la Juventus, è il migliore di tutti. E poi guardo con interesse all’Atalanta, ad esempio quando dona un kit sociale a tutti i neonati di Bergamo: senso di appartenenza, insomma. Prima ho incontrato i ragazzi della curva, uno di loro è nato nel ’74. Io ero a Firenze prima di lui, nel ’73! Mi sento fiorentino, ma non posso promettere di essere sempre presente qui, ecco perché sto creando un gruppo decisionale di spessore, per essere tranquillo quando sono a New York. Non so se mio figlio Joseph farà parte della società. Cosa strana: lui con la nuova legge ha il doppio passaporto (italiano e americano) ma è nato negli Usa, io che sono nato in Calabria non ho più il passaporto italiano. Che Fiorentina dobbiamo aspettarci? Se fatturo 95 milioni, come posso arrivare ad aumentare il valore se non posso comprare giocatori di livello? A mio modo di vedere il Fair Play finanziario è un circolo vizioso, non virtuoso”.